-Ma proprio niente?
-Niente. Buio. Mi ricordo che ballavo con te su quel cazzo di cubo, che c'era un casino di gente, che avevo in mano un bicchiere con della tequila.
Poi mi ricordo che stamattina mi sono svegliata con quel manzo a fianco e… in mezzo il vuoto.
-E' una tragedia.
-Epica.
-Si dice epocale.
-La mia è epica. Se non ti ricordassi il culo di Brad Pitt all'inizio di Troy, sarebbe una tragedia epica o epocale?
-Epica.
-Appunto.
-Addirittura come Brad Pitt?
-Forse pure meglio.
-Aspetta che cerco il video sul tubo e me lo sparo in loop per il resto del giorno.
-Ma perché mi hai passato quella cazzo di canna, Rose? Mi viene da piangere!
-E della pittura non ti ricordi nulla?
-Pittura?… Perché ho paura a chiederti spiegazioni?
-Body-paint, si chiama. E' stato divertentissimo e tu eri entusiasta. - Il viso le si fa sognante. -Ed anch'io ero decisamente su di giri. Mi ricordo che cantavamo a squarciagola insieme a tutti e che quei due stalloni avevano mani ovunque e…non mi sembravi affatto a disagio.
La guardo male, mentre mi chino sul suo interfono schiacciando il tasto che chiama la segretaria,
-Angela, per favore due caffè. Forti.
-Angela, per favore due caffè. Forti.
-Ma io non lo voglio un altro caffè.
-Sì che lo vuoi.
-Dobbiamo parlare di questi due copioni arrivati ier…
-I copioni Rose in questo momento puoi ficcarteli su per il culo. Ho bisogno di un'ora del tuo tempo e che mi racconti per bene che cosa è successo ieri, perché sto impazzendo.
-Dimmi cosa ricordi ed io riempirò i vuoti.
-Mi ricordo della festa a sorpresa al locale kinky di cui ci aveva parlato quel cretino di James.
-James non è un cretino. E scopa da dio.
-Beh, scoperà da dio ma è un cretino.
Angela bussa alla porta ed entra con i due caffè.
Prima che finisca questa giornata sarò in overdose da caffeina, ma fa un cazzo.
-Dimmi che era tutto uno scherzo. Che sono su Candid Camera. Ti prego. - riprendo.
-No, no. Non era un sogno. E' stato proprio Edgar a portarci qui sulla sua motocarrozzetta. E' lui che ci ha rapiti, esclamò Minou…
Quando imita le vocine degli Aristogatti non la sopporto proprio.
-Piantala, Rose. Sul serio. Ho una serietà e credibilità riacquistata con grande fatica, lo sai. Mi ci manca che tu mi faccia fare la cretina in un locale con due re del football, perché i media mi siano di nuovo tutti addosso pronti a sbranarmi.
-Va bene. La pianto. Sono la tua agente, ma prima di tutto sono tua amica. Non ti metterei mai in situazioni pericolose. Nessun cellulare, nessun fotografo. Era tutto sotto controllo, credimi.
-Sotto il tuo controllo! Non sotto il mio! Hai idea di come mi sia sentita, svegliandomi stamattina?
-Goduta e dolorante?
-Vaffanculo, Rose.
Lancio il bicchiere del caffè ormai vuoto nel cestino e mi alzo furiosa.
-Questi sono i copioni?
-Bella, aspetta.
-Li leggerò. Me ne vado a casa.- Dico, afferrando i due mazzi di fogli.
-Calmati, su. Scherzavo.
-Scherza sulla tua pelle la prossima volta, Rose.- Esco, sbattendo forte la porta.
Tuttavia sono a casa da poco, l'ira non ancora sbollita nell'acqua della piscina, quando il mio cellulare squilla di nuovo. Rose.
Se non cambio questa suoneria-trapano del cazzo finirò per farlo in mille pezzi.
-Cosa vuoi?- Latro.
-Ancora furiosa?
-Sì.
-Accendi il canale 28, danno un'intervista a Masen registrata qualche settimana fa. Scommetto che ti rassereni.
-Quel Masen?
-Sì, Firebird. Merita di essere ascoltato. E pure guardato.
Ah, lo so che merita di essere guardato. Eccome.
Riaggancio uscendo dall'acqua e vado in salotto ad accendere la tv.
La prima immagine è un colpo al cuore.
Quest'uomo è l'icona della bellezza maschile, accidenti a lui.
Jeans che gli fasciano due cosce da urlo, seduto a gambe larghe su uno sgabello alto, i piedi posati sul predellino, tenuti storti. Scarpe slacciate, un po' vintage.
Una camicia azzurrina aperta su qualche pelo dorato che spunta dalla maglietta bianca a V che indossa sotto. Le maniche arrotolate finto-casualmente.
Capelli arruffati, due occhi che brillano e ti ammazzano.
Braccia conserte intorno al petto, i bicipiti contratti.
E' ancora meglio di come lo ricordavo.
Mi siedo, avvolgendomi nell'accappatoio, ascoltando domande e risposte.
Forse intanto respiro.
-Da quanto sei nei Dallas Cowboys?
-Solo nove mesi, da titolare.
-E prima?
-Lo stesso, ma nelle riserve. Sono entrato per sostituire Ring, infortunatosi nella partita contro i Browns. Poi ho fatto tre passaggi perfetti negli ultimi quindici minuti e sono piaciuto. Così…- allarga due braccia muscolose stupefacenti,- sono rimasto come quarterback ufficiale.
-Una carriera fortunata la tua.
-No. Sudata. Ho iniziato che avevo solo quindici anni, nei Juniores. Ero bravo. Correvo più veloce degli altri ed avevo una grande precisione nei lanci. In questo mestiere queste caratteristiche sono tutto, unite al costante allenamento. E io non ho mai smesso di allenare il mio corpo.
Ho caldo. Allento la cintura dell'accappatoio.
-E infatti l'ingaggio ti ha portato nelle squadre più importanti.
Il cameraman zoomma sul suo viso e mi toglie in fiato.
Alza entrambe le sopracciglia e sorride solo da un lato. Come può un uomo sorridere soltanto e accendere ogni tuo desiderio?
E io l'ho avuto nel mio letto!
Dentro di me!
E non me lo ricordo!
Voglio morire. Mi copro la faccia col cappuccio dell'accappatoio, ma ne riemergo quando sento la sua voce farsi più bassa, ironica.
-Esattamente dove volevo essere.
-Ottieni sempre quello che vuoi, Masen?
-Diciamo di sì, per lo più...- ammicca alla telecamera, sicuro di sé.
Santa merda.
Se smettesse di giocare a football, potrebbe fare l'attore, per quanta presenza scenica ha.
E mica solo nel viso, Isabella. Non diciamo cazzate.
L'intervista continua con domande stupide e risposte acute, di spirito.
E' intelligente e arguto, Firebird.
Poi l'argomento si fa interessante.
-Sono veri tutti i flirt che ti vengono attribuiti?
-Me ne attribuiscono tanti?
-Che tipo di donna ti piace?
-Bella. Bel culo. Intelligente.
-Attrice preferita?
-Isabella Swan.
Il telecomando mi cade dalle mani.
-La conosci?
Nuovo primo piano implacabile. Potrei contargli i peli del naso. Che bei peli rossicci che ha…
Un difetto, solo uno, lo possiede, questo qua? E non mi sembra così truccato.
Del resto poche ore fa era naturale, arrossato, assonnato, umido, ma semplicemente bellissimo.
Cretina me!
-No.
Pausa e un sopracciglio gli si leva, mentre io mi accascio indietro, contro lo schienale del divano.
-Ma farò in modo di conoscerla.
Lui strizza l'occhio alla telecamera.
Io deglutisco.
-Hai molti amici?
-Non moltissimi, fuori dalla squadra.
-Che rapporto hai con i tuoi compagni di squadra?
-Ottimo. Siamo affiatati. Ci divertiamo molto. Giocare per noi è puro divertimento.
-E fuori dalla squadra?
-Uno, amico d'infanzia. Eravamo insieme al college, James Meyer.
Il cretino.
Cazzo. Fireottengosemprequellochevogliobird ha ottenuto tramite il cretino di entrare in contatto con Rose e con me.
Fottuto figlio di puttana. Stupendo figlio di puttana.
-Capisci Rose?- la chiamo, la rabbia soppiantata da curiosità e indignazione.
-Ho sentito anche io. Beh, sapevo che James era tifoso dei Dallas Cowboys. E amico di Dragon e Firebird. Non sapevo quanto, ma dov'è il problema?
-Il problema è che mi sento manipolata.
-Oh, beh, immagino che ti avrà sicuramente manipolata in ogni modo…
Ma perché Rose travisa sempre ciò che voglio dire?
Taccio.
-Scusa, dai. Insomma, Bella. Era una festa di compleanno, la tua festa di compleanno.Tutti abbiamo bevuto e ci siamo divertiti. Te come tutti. Non è successo niente di male. Rilassati.
-A proposito. Cosa volevi dirmi del Body-paint?
-Ci siamo spogliati e abbiamo giocato come a Carnevale.
-Senza vestiti?
-Già. Ci siamo dipinti i costumi addosso! Un'idea fantastica di Dragon.
Adoro quell'uomo, voglio telefonargli e chiedergli se possiamo organizzare un'altra serat…
-Hai il numero di telefono di quei due?
La sua voce si fa molto divertita.
-Ti interesserebbe quale di preciso?
-Masen, ovvio! Stamattina sono scappata furiosa e imbarazzata, ma…
-Segna, che io detto.
§§§
Chiamo.
Che gli dico, però?
-Ho visto la tua intervista per caso...
Ma va', sembro una fan tredicenne.
-Ciao. Ti ricordi di stanotte?
Certo. Lui sì, sei tu che non ricordi un cazzo.
-Ehilà! Che ne dici di un'altra serata?
Sembro ubriaca. Di nuovo.
-Volevo salutarti perché stamattina sono scappata.
Manco parlassi con mia nonna il giorno dopo il Ringraziamento.
Ci metto tutto il pomeriggio a pensare cosa dire.
E quando chiamo è ormai sera.
Uno squillo.
Un respiro.
Un altro squillo.
-Pronto?
-Ciao.
-Ciao… Tu sei?
-Isabella. Ci siamo conosciuti ieri ser…
-Ciao bellezza! Scusa se non ti ho riconosciuto subito. Qui c'è un casino tale…
Sento infatti rumori e risate, voci di uomini.
-Interrompo l'allenamento?
-No. Abbiamo finito. Siamo nello spogliatoio.
Cazzo. Spogliatoio vuol dire corpi da urlo sudati e accaldati, vitalità, energia, entusiasmo e sana virilità tutti in concentrato.
Di colpo sento meno rumore. E la sua voce ritorna. Più calda, seducente.
-Ci sei? Mi sono chiuso nella doccia.
Ridacchio. -Perfetto.
Sì. Un cazzo di perfezione. A ricordarmelo.
-Abbiamo lasciato le finestre aperte in bagno, stamattina.
-Ah sì?
Mi si aprono le gambe, da sole. Ha un tono che… Ma stamattina aveva questa stessa voce?
-Tazze nella lavastoviglie. Asciugamani e lenzuola a terra, in un angolo. Spero tu non te la sia presa…
Che cosa? L'influenza? Una tegola in testa? Un'insolazione? Forse.
-No. Sto bene.
Ah sì, benissimo.
-Bene.
-Bene.
Di nuovo rumori e risate.
-Vaffanculo, Emm. No, Isa, scusa solo un attimo… T'ho detto di sparire. Levatevi dal cazzo tutti!- Strilla con una mano sul cellulare, lo capisco dalla voce distorta. Forte, tonante.
Come tuona questo…
-Capisco. Ti lascio fare la doccia...
-No, può aspettare. La doccia, dico.
Rido.
Che rido?
Cristo santo! Ho ventotto anni. Sono famosa, matura, disciplinata. Possibile che un ragazzino, cioè, un uomo, cioè, un fottuto ammasso di muscoli e testosterone mi abbia ridotto in pappa neuroni e apparato riproduttivo?
Mi sento molle e bagnata come dopo un orgasmo.
-Senti, Isa, posso chiamarti Isa?
-Sì.
Sì, chiamami come vuoi. E toccami pure. Abbracciami, stringimi.
Sto rantolando.
Ricominciano i rumori e le risa.
-Bene. Devo andare ad ammazzare qualcuno dei miei compagni. Ti richiamo io appena finisco ed esco di qui, ok? Porco il cazzo, Emm! - Impreca e ride, una risata piena, gioiosa, giovane, vitale.
Mi riempie di allegria.
-D'accordo. Non ammazzarne troppi, però. Se no, con chi giochi domenica?
Ride ancora.
-Lo rammenterò. Grazie.
-Consiglio spassionato di fan dei Cowboys.- Il naso mi sta crescendo, ne sono certa. Non mi è mai fregato una mazza, né di sport in generale, né di football in particolare.
Manco so in quanti giocano, in ogni squadra.
Un peccato da scontare, decisamente.
Fammelo scontare, Firebird.
Frustami. Col tuo scudiscio.
-No, grazie di aver chiamato.
E' come se lo vedessi strizzarmi l'occhio, con quel fare sicuro da macho che ho notato in tv.
-E' stato un piacere.
A dopo allora.
-Non allontanarti troppo dal telefono. Ci metto cinque, massimo dieci minuti.
Chiudo la comunicazione, felice.
Mi sento di nuovo adolescente, quello che forse non sono mai stata.
Mentre ripenso alle poche parole scambiateci, e cambio la suoneria con una più soft, mi arriva un messaggio.
Un avviso di chiamata in entrata mentre ero al telefono con Masen.
Mio padre.
Il mio stordito, impagabile padre. Si sarà ricordato solo oggi che ieri era il mio compleanno. Affogato tra chissà quali cosce famose.
Tale padre, tale figlia.
Rido, pensando che non crederebbe mai che ho un tromb-ami sportivo.
E che la prossima volta devo assolutamente scoprire e ricordare di cosa è capace un uccello di fuoco pieno di muscoli, a letto.
O contro un muro.
O sul tavolo della cucina.
O…
Il cellulare.
Decisamente l'Adagio di Marcello mi evoca serenità e godimento. La suoneria perfetta.
-Pronto?
-Ciao, Isa...- Voce ruvida che azzera la mia salivazione.
-Fatta la doccia?
-Sì. Ghiacciata. Ma non servirà.
-Non servirà a cosa?- Fingo di non capire e stringo le cosce, sfregandole tra loro.
-A frenare l'eccitazione arrivata con la tua telefonata, immediata come un colpo di frusta.
Non può parlarmi di colpo di frusta.
Rido e resto in silenzio.
-Mi dispiace che oggi sia giovedì. Immensamente.
-Scusa, non credo di capire...
-Dal giovedì alla domenica dopo la partita, niente vizi, Isa. No alcool, no sesso, nanna presto, cibo sano. Sono proprietà del mio allenatore, quattro giorni su sette.
-Capisco…
Santo cazzo! E come ci arriva a domenica? Ammazzandosi di seghe?
-Se non fosse giovedì, sarei alla tua porta, ora, non al telefono.
-E pensi che ti aprirei?
-Non lo saprei con sicurezza, ma ci proverei. Non mi lascerei scappare una come te senza nemmeno provarci.
-Un cliché, Masen. L'atleta e l'attrice.
-In realtà è più semplice. Vedo noi due come un ragazzo e una ragazza.
-Quanti anni hai, Masen?
-Ventitrè.
-Io ventotto. Non sono una pin-up.
Posso vederlo stringere le spalle.
-Me ne frega un cazzo dei numeri, Isa. Non sono mai stato bravo a scuola. Andavo avanti solo per meriti sportivi. Sono più corpo che cervello.
Ma so di certo una cosa.
-Quale?
-Uno come me, una come te non se la può togliere dalla testa.
-Frase ad effetto, Masen. Sembra da copione…
-Non è così, lo sai anche tu. Altrimenti perché mi avresti chiamato?
Già, perché?
Sono senza fiato. Bagnata fino a metà coscia.
-Sei sempre così sicuro di te?
-Solo quando voglio a tutti i costi qualcosa.
-Io non sono una cosa.
-E quindi ti voglio con maggiore intensità.
Gemo. E lui se ne accorge, infatti ride sommessamente.
-Vieni alla partita, domenica?
Ti procurerò un biglietto per la tribuna.
-Ci saranno migliaia di persone, fotografi, giornalisti.
-Ci sei abituata.
-Faranno domande…
-Lascia che ne facciano.
-Ho visto la tua intervista, oggi.
Ride.
-Eri nei miei piani da tempo,- ammette, serafico e di buonumore.
-Masen, non sono interessata ad una relazione…
-Nemmeno io. Ma mi piaci, e piaci al mio cazzo. Vedessi come gli piaci…
Sto per andare a fuoco, ne sono certa.
-Anche tu mi piaci. Sorriso, sicurezza, sincerità e Uccello di fuoco.
Ride di nuovo.
Non sa che mi riferisco al suo tatuaggio, perché il suo cazzo non me lo ricordo proprio. Non credo che sarebbe contento di saperlo.
-Quindi vieni domenica? Se ci sarai, ti dedicherò il mio primo touchdown.
Non gli chiedo cos'è. Devo studiare 'sto gioco. Per fortuna esiste google.
-Fammi avere quel biglietto. Ci penserò.
-Pensaci pure, ma vieni.
Sto per venire già adesso, in realtà.
-Farò il possibile.
Silenzio.
Poi la sua voce si abbassa ancora.
-Hai già cenato?
-No,- ingoio a vuoto.
-Io affronterò la mia insalata e un piatto di spaghetti, pensandoti.
-Carboidrati e fibre? Pensavo gli atleti mangiassero solo proteine.
-Li alterno. Sono uno che brucia bene…
Perché tutto ciò che dice evoca sesso?
-Non ne dubito, Masen.
Sospira.
-Puoi chiamarmi Edward, per favore? Siamo abbastanza intimi, no?
Rido io, stavolta.
-D'accordo. Va' a mangiare, Edward. Non vorrei venissero a mancare le forze.
-A me no di certo. Potrei passartene un po'. Di forze. Stamattina non mi sembravi in perfetta forma.
-Non parlarmene. Ero uno straccio.
-Non reggi l'alcool. Non dovresti bere così tanto.
-Non ho bevuto poi molto…
Sa dei miei problemi in passato? Quanta merda su di me avrà letto?
A quanta avrà creduto?
-Cosa indossi in questo momento, Isa?
Che cazzo ha in mente di fare?
-Mi stai registrando?- la domanda mi esce prima di controllare cosa sto per dire, subito sulla difensiva.
-Non lo farei mai. Mi offende che pensi questo di me. Questa merda non fa per me, i soldi me li guadagno correndo sul campo, Isa.
-Scusa, ma sai… Non so mai con chi ho che fare…
-Immagino. E' difficile distinguere. Sotto i riflettori brillano tutti, diamanti e vetrini.
-Scusa,- ripeto.
Ma l'atmosfera è rotta, ormai.
-Di niente. Buonanotte, Isa. Ci vediamo domenica.
-Buonanotte, Edward.
Riaggancia, senza aggiungere altro.
E' incazzato.
Voleva fare sesso telefonico e l'ho praticamente evirato.
Isastronza Swan non ne combina una giusta con questo.
Mi sento frustrata, lasciva, insoddisfatta e indispettita.
Non posso affrontare la serata e la notte in questo stato.
Decido di mandare un messaggio a Rose.
Lei capisce certe urgenze.
-Rose, ho bisogno che mi presti quel tuo coniglietto* a sette velocità.
xxxxxxxxx
(*= si tratta di un vibratore, alla base del quale ci sono due "orecchiette" che si mettono in movimento e…stimolano benissimo il clitoride.)

E' una giornta fredda e piovosa ma con questo capitolo mi hai risollevato il morale...la storia è sempre più hot, scoppiettante e divertente! Adoro il modo in cui nelle tue storie i personaggi sanno ridere tra loro e di loro, fanno sesso già solo parlando, e lo fanno sempre in allegria!!!...e questo Edward Firebird...mamma mia che è...tanta, tantissima roba!!!
RispondiEliminaAdoro questa storia, poi ho proprio un debole per le storie dove lui è uno sportivo, figo e ben messo ahaha
RispondiEliminaHo seguito anche il britanno e l'ho adorata come storia, un Edward perfetto, so che hai tre storie all'attivo ma spero di non aspettare troppo per il prossimo capitolo di questa storia perchè l'adoro proprio e non vedo l'ora di rivederli insieme, sono sicura si riderà un sacco ahaha complimenti byeee
WOW
RispondiEliminaChe conversazione telefonica....rileggevo tutto due volte....è....è sublime sono in estasi...
Si sono in estasi
Oddio ma chi è questo...lo voglio conoscere...assolutamente...lo devo conoscere...assolutamente...quest'uomo deve essere mio....assolutamente!!!!!!
Patzis me lo fai conoscere?!? Il prima possibile pleaseeeeeeeeee
Ok ora vediamo un pò cosa ci dice questa storia.
Allora questi hanno passato una notte di fuoco....ma lei a quanto pare non si ricorda nulla....mi domando se questa cosa sia possibile....Forse davvero non è successo nulla perchè son tutti crollati....forse...attenderemo delucidazioni...qualcuno gliele darà
Lui in realtà la voleva conoscere e a quanto pare ci è riuscito d'altronde se si mette in testa qualcosa poi la ottiene...oddio non mi fate ripensare alla conversazione...
Dalla conversazione (sbavo sulla tastiera) pare che i due vogliano solo sesso...giustamente al momento non possono voler altro....no...no....no mi è tornata in mente la conversazione....OMG....Patzis scusa ma mi ha preso così....cioè quest'uomo è.....oddio non lo so cos'è so solo che mi ha presa totalmente completamente assolutamente ovaiamente orgasmamente
Un Bacio
Jusy
Ahahahahaha grande!Con te si impara sempre qualcosa (vedi coniglietto) ecco perchè lo usano nella pubblicità delle duracell.Divertente e leggero,non vedo l'ora di saperne di più e che loro si incontrino.Bacio.
RispondiEliminaahahahah divertente !!!!!! Mi fa impazzire bella che si dispera non ricordando nulla della sua nottata ..... davvero carino!!!
RispondiEliminaGrazie a tutte ragazze!!!
RispondiElimina